Molti inquilini versano ogni mese, oltre al canone, una cifra fissa per riscaldamento, acqua, raccolta dei rifiuti, pulizia delle scale e spese simili. Quella cifra è un acconto, cioè una stima. Quando arrivano le fatture reali dell'anno, locatore e inquilino confrontano i due importi: l'inquilino versa la differenza se gli acconti erano troppo bassi, oppure riceve un rimborso se erano troppo alti.

Questo conguaglio è il punto in cui nascono molte liti sugli affitti. Di rado c'entra la malafede: di solito il conteggio è semplicemente difficile da seguire. In questa guida vediamo com'è fatto un conguaglio chiaro, quali costi ci rientrano e come fissare l'acconto dell'anno successivo. Come esempio concreto usiamo la Germania, perché le sue regole sono dettagliate e la scadenza è vicina: i conguagli per il 2025 devono arrivare agli inquilini entro il 31 dicembre 2026, cioè tra circa dieci settimane.

Cosa deve mostrare un conguaglio

Ovunque tu affitti, un conguaglio che l'inquilino riesce a verificare da solo contiene di solito sei elementi:

  1. Il periodo. Per esempio dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025. Se l'inquilino è entrato o uscito durante l'anno, contano solo i suoi mesi.
  2. Il costo totale di ogni voce. Non una cifra unica: riscaldamento, acqua, rifiuti, assicurazione e così via, ciascuno separato.
  3. Il criterio di ripartizione. Come si divide ogni totale: per superficie, per numero di occupanti, per lettura del contatore o per appartamento. Il criterio deve corrispondere a quanto previsto dal contratto di locazione.
  4. La quota dell'inquilino. L'importo che risulta applicando il criterio al totale.
  5. Gli acconti effettivamente versati. Quello che l'inquilino ha pagato davvero, non quello che avrebbe dovuto pagare. Gli acconti non versati sono un debito a parte.
  6. Il risultato. Il conguaglio a debito o il rimborso dovuto e, meglio ancora, il nuovo acconto mensile.

Se ne manca anche uno solo, l'inquilino non può controllare i conti, e da lì iniziano le discussioni.

Un esempio pratico

Prendiamo un appartamento di 70 m² in un edificio con 700 m² di superficie abitabile: la quota dell'inquilino è quindi il 10%. L'inquilino ha pagato 180 € al mese, ossia 2.160 € nell'anno.

Voce di costo Totale edificio Criterio Quota dell'inquilino
Imposta sull'immobile 1.400 € superficie (10%) 140 €
Acqua e fognatura — contatore divisionale 410 €
Raccolta rifiuti 1.200 € superficie 120 €
Pulizia delle scale 2.400 € superficie 240 €
Assicurazione del fabbricato 1.800 € superficie 180 €
Portiere (solo attività ordinarie) 1.000 € superficie 100 €
Riscaldamento e acqua calda — rendiconto dei consumi di calore 1.150 €
Totale 2.340 €
Acconti versati 2.160 €
Conguaglio a debito 180 €

Le cifre sono inventate, ma conta l'impostazione: l'inquilino vede da dove viene ogni numero.

Cosa si può addebitare e cosa resta al proprietario

L'idea di fondo è la stessa in quasi tutti i paesi: gli inquilini pagano i costi correnti di utilizzo dell'immobile. Il proprietario paga per mantenerlo in buono stato e per gestirlo come attività. In pratica:

Di solito si addebitano (se lo prevede il contratto di locazione): riscaldamento e acqua calda, acqua e fognatura, raccolta rifiuti, pulizia e illuminazione delle parti comuni, funzionamento dell'ascensore, assicurazione del fabbricato, spazzacamino, cura del giardino, lavori ordinari del portiere e, in Germania, l'imposta sull'immobile.

Di solito restano al proprietario:

  • Riparazioni e manutenzione. Una pompa della caldaia rotta, un tetto nuovo, la ritinteggiatura delle scale.
  • Costi di gestione. Compensi dell'amministratore, il tempo del proprietario, spese bancarie, contabilità.
  • Accantonamenti. Contributi a un fondo di ristrutturazione o di riserva dell'edificio.
  • Sfitto. La quota di costi relativa alle unità vuote.

Un errore frequente è addebitare l'intera fattura del portiere o dell'amministratore quando una parte riguarda riparazioni o amministrazione. Quella parte va tolta.

In Germania questa distinzione è fissata per legge. Il § 1 dell'ordinanza sui costi di esercizio (BetrKV) esclude espressamente i costi di gestione e quelli di manutenzione e riparazione dai costi di esercizio addebitabili agli inquilini. Anche un costo ammesso può essere addebitato solo se il contratto lo prevede.

Germania: la scadenza e cosa succede dopo

Ai sensi del § 556, comma 3, del codice civile tedesco (BGB), gli acconti per i costi di esercizio vanno conguagliati una volta all'anno. Il conguaglio deve arrivare all'inquilino al più tardi entro la fine del dodicesimo mese successivo alla fine del periodo di riferimento. Per un periodo coincidente con l'anno solare, significa che il conguaglio 2025 deve arrivare entro il 31 dicembre 2026.

Conta il momento in cui l'inquilino lo riceve, non quello in cui lo spedisci. In caso di contestazione, spetta al locatore provare la ricezione. Quindi non infilare la lettera nella cassetta il 30 dicembre sperando che vada bene: consegnala a mano davanti a un testimone, oppure inviala con un mezzo che puoi dimostrare, molto prima della scadenza.

Se la scadenza viene mancata:

  • di regola il locatore non può più pretendere il conguaglio a debito. L'unica eccezione è un ritardo di cui il locatore non ha colpa;
  • il rimborso resta comunque dovuto. La scadenza tutela l'inquilino, non il locatore;
  • l'inquilino ha dodici mesi dalla ricezione del conguaglio per sollevare contestazioni. Dopo, le contestazioni sono in genere precluse, di nuovo salvo che il ritardo non dipenda da lui.

La legge richiede inoltre che i costi restino ragionevoli (il principio di economicità). Il locatore non può addebitare un contratto troppo caro solo perché a pagarlo è l'inquilino.

Il riscaldamento ha in Germania regole proprie: secondo l'ordinanza sui costi di riscaldamento, gran parte della spesa va ripartita in base al consumo misurato. Per questo il rendiconto della società di misurazione è di solito un allegato separato. Ne parliamo più in dettaglio nel nostro articolo del 3 ottobre sulla lettura dei contatori del riscaldamento.

Ricalcolare l'acconto per l'anno successivo

Il conguaglio è il momento naturale per adeguare l'acconto mensile. Nell'esempio il costo reale è stato di 2.340 €, cioè 195 € al mese: lasciare l'inquilino a 180 € significherebbe accumulare un altro ammanco.

In Germania il § 560, comma 4, BGB consente a ciascuna delle parti di adeguare l'acconto a un livello adeguato dopo un conguaglio, con una dichiarazione in forma testuale (basta un'email). "Adeguato" significa calcolato sull'ultimo conguaglio, più gli aumenti che puoi effettivamente documentare, come un rincaro pubblicato dal fornitore di energia. Un margine arrotondato "per sicurezza" non vale. Gli inquilini possono usare la stessa norma per chiedere un acconto più basso dopo un rimborso consistente.

Fuori dalla Germania, verifica se il tuo contratto di locazione consente di modificare l'acconto e con quale preavviso.

Cosa può chiedere di vedere l'inquilino

Un conguaglio è affidabile quanto i documenti che lo sostengono. In genere gli inquilini hanno diritto di vedere:

  • le fatture dei fornitori dietro ogni voce (acquedotto, servizio rifiuti, assicurazione, impresa di pulizie);
  • il rendiconto delle spese dell'edificio redatto dall'amministratore o dall'assemblea dei proprietari, se l'appartamento si trova in un edificio condiviso;
  • le letture dei contatori a inizio e fine periodo, comprese quelle fatte all'ingresso o all'uscita;
  • il rendiconto dei consumi di calore e le letture dei ripartitori;
  • i documenti su cui si basa il criterio di ripartizione, per esempio le superfici.

In Germania il § 556, comma 4, BGB dà agli inquilini il diritto di consultare i giustificativi su richiesta, e il locatore può metterli a disposizione in formato elettronico. Le fatture scansionate inviate per email vanno benissimo.

Altrove: stessa logica, regole diverse

La scadenza tedesca e l'elenco dei costi non valgono negli altri paesi. Ogni paese ha le sue regole, e spesso il contratto di locazione conta più di qualsiasi norma.

L'Ungheria è un buon esempio. Le utenze restano spesso intestate al proprietario, e l'inquilino paga o le bollette reali in base alle letture dei contatori, o un forfait mensile fisso (átalány) concordato nel contratto. Con il forfait, l'eventuale conguaglio di fine anno dipende da quanto prevede il contratto. Le spese condominiali (közös költség) sono dovute dal proprietario al condominio. Se l'inquilino le paga per intero, solo per la parte legata ai consumi o per niente, è anch'esso una questione contrattuale. Guide ungheresi per locatori come la panoramica di Fundamenta e questa guida di RentTab consigliano di indicare separatamente nel contratto canone, utenze e spese condominiali, e di precisare se il conteggio avviene a contatore o a forfait.

In ogni caso, se il conguaglio a debito è alto o l'inquilino lo contesta, vale la pena fare due chiacchiere con un commercialista, un avvocato o un'associazione di inquilini o di proprietari del posto.

Lista di controllo prima di inviare il conguaglio

  • ☐ Periodo indicato, con le date di ingresso o uscita se serve
  • ☐ Ogni voce di costo elencata con il suo totale per l'edificio
  • ☐ Criterio di ripartizione indicato per ogni voce e coerente con il contratto
  • ☐ Riparazioni, compensi di gestione e accantonamenti esclusi
  • ☐ Solo costi previsti dal contratto
  • ☐ Acconti effettivamente versati, non quelli attesi
  • ☐ Conguaglio a debito o rimborso indicato chiaramente, con la data di pagamento
  • ☐ Nuovo acconto mensile proposto, con la motivazione
  • ☐ Fatture, rendiconti e letture dei contatori pronti da condividere
  • ☐ Germania: consegna con prova di ricezione molto prima del 31 dicembre 2026

Gran parte del lavoro consiste nel trovare le carte: dodici mesi di acconti da una parte, le fatture dall'altra, le foto dei contatori sul telefono. In LeasingTrack ogni immobile tiene insieme entrate, spese e documenti, e l'inquilino vede i propri pagamenti. Quando arriva il momento del conguaglio, i numeri sono già tutti in un posto.